Tagli al Fondo sociale regionale
Gatti risponde. Ma sul giornale
Lettera dellì'assessore Paolo Gatti a "Il Centro".

Questo bacio è diventato il simbolo di un servizio che potrebbe ridursi (Il Cavocchio)
Gentile direttore,
il capitolo della spesa sociale regionale ha subito un evidente ridimensionamento. E’ vero. Questa è la conseguenza di una difficoltà economica
drammatica nella quale versano le casse regionali. Il debito sanitario e la gestione dissennata del bilancio, che in anni passati hanno
prodotto il debito di cui oggi la nuova classe dirigente si sta facendo carico, rappresentano, al pari della ricostruzione, le grandi sfideche l’Abruzzo è chiamato ad
affrontare.
Quando ci siamo insediati abbiamo trovato una bozza di bilancio lasciataci in eredità dalla giunta uscente, che sul capitolo del fondo sociale regionale
prevedeva 1,3 milioni di euro a frontedegli oltre 15 milioni del bilancio 2008. In silenzio ci siamo “rimboccati le maniche” e abbiamo fatto scelte
selettive all’interno di un bilancio striminzito per tagliare costi e reperire nuove risorse da destinare ai servizi previsti dai Piani sociali di zona. Finora abbiamo
esercitato già tre interventi: due da 700.000 mila euro e uno da 4 milioni di euro che ci consentono di dire che siamo vicini alla metà del guado. Proseguiremo così, in modo che le
risorse possano crescere via via durante l’anno. L’obiettivo condiviso dal Presidente e dalla Giunta è chiaro: garantire tutti i servizi rivolti alle fasce
più deboli della società abruzzese, dotando il fondo sociale regionale della stessa capienza avuta nel 2008 pur in una situazione complessiva che oggi è molto diversa e molto
peggiore.
Ci piacerebbe che tutti concorressero a questo scopo con proposte intelligenti e senza facili allarmismi o ataviche pose demagogiche. L’altra sera ho
partecipato con piacere ad un incontro organizzato dal Consigliere regionale del PD Marinella Sclocco sul tema in oggetto, di fronte ad una platea di amministratori
locali,operatori e di addetti ai lavori. Il clima di dialogo e reciproco ascolto ha permesso che emergessero molte verità e che la polemica politica, esercitata da pochi, lasciasse il
posto al fattivo confronto sulle idee. Siamo una classe dirigente nuova e nuovo crediamo debba essere il metodo di lavoro. Sul bene comune non possiamo dividerci.
A chi abbaia alla luna e percorre le vecchie e tortuose strade della polemica non abbiamo altro tempo da dedicare o tavoli pletorici da concedere. A chi si
vuole confrontare sul merito in modo serio,intelligente e leale spalanchiamo le porte della condivisione delle scelte.Consapevoli che la responsabilità di governo assegnataci
dal voto non ci deve impedire di recepire gli stimoli di chi con noi, in altro ruolo, è chiamatoalla (buona) gestione della cosa pubblica. Con questa convinzione proseguiremo
nella sfida di garantire per il 2009 a tutti gli abruzzesi i medesimi servizi sociali che la Regione ha fornito loro inpassato.












