Decreto ronde
A tutela di sicurezza e disagio sociale
Scritto da Simone Dal Pozzo.
Sul sito del governo non c'è ancora il testo
I Sindaci possono avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati, previa intesa con il Prefetto che ne informa il Comitato provinciale per
l'ordine e la sicurezza pubblica, al fine di segnalare agli organi di polizia locale, ovvero alle Forze di polizia dello Stato, eventi che
possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale.
Questo il testo dell'articolo 6 del decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri e rubricato come "Misure urgenti in materia di sicurezza
pubblica, di contrasto alla violenza sessuale e in tema di atti persecutori".
C'è di tutto un po'. E, come in altre occasioni, si coglie l'occasione per inserire norme che da tempo erano in discussione in Parlamento e che forse nulla hanno a
che fare con il problema della sicurezza.
Ma tant'è e il Presidente della Repubblica, chiarito che la responsabilità politica degli atti che firma non è certamente sua, promulga.
Torniamo all'articolo 6.
Torna lo squadrismo, dice qualcuno. Arrivano le ronde, dicono altri. L'Osservatore Romano teme per lo stato di diritto. E poi torna
indietro.
Certo è che quando ci si affida a persone che non sono delle "istituzioni" vuol dire che c'è un problema.
Non intendo dire che la collaborazione con le associazioni non sia un bene. L'istituzione in città della Consulta lo dimostra.
Il fatto è che, quando ci si rivolge ad "associazioni di cittadini non armati" per la tutela della sicurezza pubblica c'è da preoccuparsi per almeno due
motivi.
Innanzitutto ciò significa che non ci sono strumenti e risorse per tutelare, secondo le norme "ordinarie", la sicurezza dei cittadini.
In secondo luogo si creano soggetti "para istituzionali" che potrebbero fare cattivo uso delle possibilità che vengono loro concesse sconfinando, magari, in
prerogative che appartengono solo ai corpi di polizia.
E poi, quali sono gli "eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale"?
E' singolare che si chieda a volontari di segnalare le situazioni di disagio sociale che, forse, con altri strumenti dovrebbero essere eliminate!













Angelo P.
Se si parla di associazioni che dovrebbero SOLO segnalare problemi relativi a sacche di disagio o criminalità...dov'è la novità? Noi di Punto giovani ad esempio, sebbene non organizzati in "ronde", osserviamo ovviamente la realtà del paese e ne segnaliamo comunque i disagi, così come penso facciano anche altre associazioni. Ed allora: di cosa stiamo parlando? Dove sarebbe la novità sul fronte della "sicurezza"?
Ennesimo spot che di concreto non porta nulla tranne quella percezione di "giustizia fai da te" che viene proposta come contropartita "culturale" alla distruzione della giustizia vera e propria che verrà messa, dalle "riforme" allo studio del governo, nella condizione di non nuocere, definitivamente, ad alcun criminale.
alberino
non credo che per alcune future ronde si prospetti qualcosa di buono e il tempo mi dara' ragione.Desidero ricordare che oggi basta una piccola madettagliata denunci sostenuta da elementi probatori e qualcuno si puo' trovare in gabbia anche se poi esce ma sempre l'uscio della gabbia si prova.per quanto su dichiarato ci sono buone possibilita' che qualcuno per togliersi da guai dovra' chiedere a mamma e papa' diversi soldini per farsi difendere dai legali.
Cordiali saluti.
ALBERINO MAZZUCA
Un volontario ma di quelli autorizzati da alcune leggi dello Stato