Disabili, donne, anziani
Si allargherà la rete di protezione
Guardiagrele, 19 gennaio 2010.

La discussione al prossimo consiglio (immagine csr.lombardia.it)
Stanno prendendo forma gli ultimi tasselli del mosaico di collaborazioni progettato dall'assessorato ai servizi sociali.
Il prossimo consoglio comunale, che dovrà riunirsi entro fine mese, discuterà certamente di due nuovi protocolli e di un progetto di
cui si è parlato più volte.
Si tratta della Consulta per le disabilità che, finalmente, dopo un lavoro durato mesi, trova una sua forma scritta a partire dalle istituzioni scolastiche
dela città.
In effetti, dal mese di settembre, anche alla luce delle notevoli difficoltà incontrate per reperire le necessarie risorse economiche per il sostegno scolastico, il progetto
ha ripreso vigore dopo che le scuole erano state in passato coinvolte.
Il protocollo, però, non è un contenitore chiuso essendo apperto alla collaborazione anche di soggetti esterni a partire dalle
singole persone (famiglie, in modo particolare) e associazioni di volontariato locali e aventi sede in altre realtà territoriali.
Il consiglio sarà, poi, chiamato ad approvare un altro importante documento. Si tratta di una convenzione con l'Ufficio dela Consigliera di Parità della
Provincia di Chieti al fine di istituire un punto di osservazione e di ascolto sui temi della differenza di genere e, quindi, a sostegno della donna.
Si tratta di un tema nuovo che per la prima volta il comune di Guardiagrele affronta in un modo del tutto nuovo e, soprattutto, con il coinvolgimento di un
attore sociale a molti sconosciuto.
Il comune, sin dallo scorso ottobre, ha intrapreso un percorso di avvicinamento con questa importante istituzione intercettando le enormi
potenzialità che, in base alla legge istitutiva, sono conferite alla Consigliera di parità.
Su queste basi è stato individuato un accordo che è sicuramente destinato ad una applicazione concreta sulla base delle proposte che potranno venire dal
territorio.
Una volta approvato e sottoscritto il protocollo se ne dovrà dare la massima diffusione per fare in modo che le donne, potenziali destinatarie degli
innumerevoli servzi erogati, apprendano che anche sul nostro territorio è possibile attivare una rete di protezione importantissima e, soprattutto, efficace.
E' possibile, infine, che il Consiglio sia chiamato a discutere anche la bozza del regolamento istitutivo dell'"anagrafe delle
fragilità".
Questo progetto nasce da un lavoro che, seppure lento, ha portato alla faticosa condivisoone del problema della solitudine (in particlare degli
anziani) a partire dai medici di medicina generale e dalle associazioni caritative e assistenziali.












