Il terremoto e la sanità
Una proposta per l'ospedale
Guardiagrele, 25 aprile 2009.
La proposta è di utilizzare la struttura per gli interventi programmati a L'Aquila
In questi giorni si moltiplicano le richieste di aiuto e di soccorso alle popolazioni colpite dal terremoto del 6 aprile scorso.
Tra esse vi è anche quella legata alla necessità di ripristinare l’operatività di personale e strutture dell’ormai ex Ospedale S. Salvatore di
L’Aquila.
Da queste osservazioni nasce una proposta formulata dall’assessore ai servizi sociali di Guardiagrele alla direzione sanitaria dell’Ospedale di Guardiagrele.
“La nostra struttura – si precisa nella nota inviata ieri - è moderna, accogliente e attrezzata.
Invito, quindi, la S.V. a voler mettere a disposizione il Presidio di Guardiagrele dei professionisti provenienti da L’Aquila che, allo stato, non si
trovano nella possibilità di esercitare la loro attività né nella struttura di origine (distrutta e posta sotto sequestro) né in altri ospedali della regione che non sono attrezzati
come il nostro.
Le nostre eventuali difficoltà sono certamente di minor portata rispetto a quelle degli Aquilani e, credo, potranno essere facilmente superate anche, se necessario, con
la restituzione di quelle strumentazioni che temporaneamente vennero date in prestito.
In questo modo, faccio un banale esempio, le attività programmate a L’Aquila (penso a quelle chirurgiche in particolare) potrebbero essere spostate a
Guardiagrele dando, così, un utile ed efficace aiuto in una situazione così critica e difficile e alleggerendo, magari, il carico di strutture che dovrebbero
occuparsi di altre urgenze/emergenze più complesse”.
La lettera è anche l’occasione per chiedere “cosa sia accaduto, dopo il 1° aprile, circa il ritorno a Guardiagrele delle unità lavorative distaccate a Chieti fino al 31 marzo
scorso.” Il sindaco, a fine marzo, aveva già inviato analoga richiesta alla direzione sanitaria.
“Legga questa nota – conclude l’assessore - come una proposta fatta in spirito di collaborazione, condivisione e dialogo”.