Vittorino Andreoli in città
Martedì alle 18:30 con l'Azione Cattolica
Guardiagrele, 26 aprile 2008.

Il 29 aprile alle 18:30 al Garden
Come annunciato qualche giorno fa, martedì alle 18:30, nell'ambito dell'annuale convegno dell'Azione Cattolica, Guardiagrele accoglierà Vittorino Andreoli, psichiatra, scrittore di numerosi libri e volto conosciuto della stampa e della televisione.
L'Azione Cattolica, che offre questo importante appuntamento impreziosendo il programma del forum di primavera 2008, vuole presentare il suo ospite d'eccezione che parlerà sul tema "La via della bellezza verso l'umanità dell'uomo".
Vittorino Andreoli decide di fare lo psichiatra nel 1959 dopo aver terminato gli studi liceali classici. Si laurea in medicina e chirurgia all'Università di Padova dedicandosi successivamente alla ricerca sperimentale scegliendo l 'encefalo come organo di indagine, conservando sempre l’interesse per gli studi filosofici.
Da studente, nel 1961, parte per Parigi dove incontra Jean Dubuffet, che aveva elaborato, agli inizi degli anni quaranta, una teoria che riteneva che l'arte non dovesse avere nulla a che fare con le accademie ed il sapere. Mise insieme una nutrita collezione di opere tutte create da malati di mente e da altre categorie lontane dal condizionamento culturale. Fu creato così il Musée de l'Art brut. Andreoli lo visita e decide di esporre le opere di un ricoverato del manicomio di Verona e diventa uno dei soci del movimento. L’ Art Brut ha contribuito a spezzare l'inconciliabilità tra arte e follia.
Lavora in Inghilterra all'Università di Cambridge e negli Stati Uniti alla Cornell University di New York. Il comportamento dell'uomo e la follia diventano ben presto il fulcro dei suoi interessi e ciò determina una svolta nel suo impegno verso la neurologia e successivamente la psichiatria, discipline di cui diventa specialista. Lavora alla Harvard University col Prof. S.S.Kety, con un'impostazione psichiatrica che sembra permettere l'integrazione tra interessi biologici sperimentali e clinica.
È membro della The New York Academy of Sciences. È presidente della Section Committee on Psychopathology of Expression della World Psychiatric Association. Si oppone fermamente alla concezione lombrosiana del delitto secondo cui il crimine veniva commesso necessariamente da un malato di mente, e sostiene la compatibilità della normalità con gli omicidi più efferati.
Nel periodo compreso tra il 1962 e il 1984 egli formula, e per certi aspetti anticipa, l'importanza della plasticità encefalica come "luogo" per la patologia mentale e, dunque, sostiene che l'ambiente contribuisce a strutturare la biologia della follia insieme all'eredità genetica.
È autore di numerosissimi libri che spaziano dalla medicina, alla letteratura alla poesia, e collabora tutt'ora con la rivista italiana Mente e Cervello.
Appuntamento, allora, a martedì prossimo per conoscere Andreoli!