Inclusione sociale
Contributi per una casa di accoglienza
Guardiagrele, 1 febbraio 2010.
La casa sarà intitolata a don Domenico Grossi
Inclusione sociale: questo l'imperativo delle politiche sociali di Guardiagrele, la città nella quale, grazie all'iniziativa del servizio sociale
comunale, è stato possibile costruire una piccola rete di protezione.
Lo scorso anno sono stati spesi circa cinquantamila euro per l'inclusione sociale nella forma di sussidi economici straordinari, ordinari, rimborsi
spese e borse lavoro.
L'emergenza sociale nella città del ferro battuto, però, negli ultimi mesi si sta manifestando anche attraverso una diffusa emergenza abitativa alla
quale non è possibile fare fronte con lo strumento dell'edilizia popolare.
Venendo incontro ad una iniziativa dela caritas interparrocchiale di Guardiagrele e dopo avere approfondito il progetto nell'ambito dell'osservatorio sulle povertà, il comune ha
sostenuto la realizzazione di una casa di accoglienza.
Si tratta di uno strumento che, non appena operativo, consentirà alle persone in situazione di emergenza - legata alla perdita di lavoro, al disagio
economico o ad altre situazioni personali e sociali - di trovare una sistemazione provvisoria in attesa di una soluzione definitiva.
Con la delibera n. 1 del 2010 il comune ha stabilito alcune regole che disciplineranno il funzionamento della casa che sarà gestita dalle associazioni caritative della
città.
Con un atto successivo il comune ha concesso un sostanzioso contributo economico per fare fronte ale spese necessarie alla realizzazione del progetto.
Queste sono le priorità sulle quali l'amministrazione si è spesa dall'inizio dell'anno e che dovranno necessariamente restare nell'agenda degli impegni se si vorrà fare
fronte comune su un tema di un'attualità che molti, forse, neanche conoscono.
La casa di accoglienza, venendo incontro ad una proposta, condivisa, della Caritas interparrocchiale, sarà intitolata a don Domenico Grossi che fu
parroco a Guardiagrele e uno die fondatori della Caritas.