Giorno della memoria
La nostra memoria
Guardiagrele, 27 gennaio 2008.

La presidenza del Consiglio comunale nella seduta di questa mattina
Giornata della intensa per Guardiagrele, con un programma di iniziative che hanno contribuito in maniera significativa alla ricostruzione della memoria della
città.
Alle 9:30, in un consiglio comunale straordinario, è stata deliberata la concessione della cittadinanza onoraria a due donne, bambine al tempo delle leggi razziali,
internate a Guardiagrele negli anni 1940 - 1943: Evelina Graubardt e Dorrit Blumenkranz, oggi assenti ma che saranno a Guardiagrele a primavera.

Le pergamente con le delibere
"Si tratta - ha sottolineato il sindaco Mario Palmerio nel corso delal cerimonia ufficiale in municipio - della <<nostra memoria>>, cioè di una presa di
coscienza della nostra storia che si intreccia con la storia della liberazione del campo di Aushwitz". E' un ritorno, inaugurato nel 1986 da Isaac (Gioacchino)
Weintraub, bambini negli anni della guerra, internato a Guardiagrele e protetto, a costo della vita, da Emidio e Milietta Iezzi, proclamati dallo Yad Vashem di
Gerusalemme (custode della memoria delle vittime dell'Olocausto), Giusti tra le nazioni.

Il certificato di onore dello Yad Vashem
Il Consiglio comunale ha, poi, preso atto della deliberazione della Giunta Comunale con la quale è stato deciso di dedicare a Camillo Neviani, maresciallo dei Carabinieri a Guardiagrele in quegli anni difficili.
Al termine del Consiglio comunale, si è formato un corteo che ha raggiunto strada del ghetto, luogo che con la sua chiara denominazione ricorda la
presenza degli ebrei in città.

La sosta a Via Ghetto
E' stata deposta una corona d'alloro proprio al di sotto della targa che contiene il toponimo e della lapide collocata il giorno della memoria del
2002.

L'iscrizione in Via Ghetto
Quindi, alle 11, il corteo si è recato alla villa comunale dove è stato scoperto un cippo in pietra della Maiella a gloria di Camillo Neviani. Neviani, maresciallo dei
Carabinieri a Guardiagrele nel periodo delle leggi razziali volute dal regime, assicurò ospitalità e disponibilità agli ebrei internati in città.

Il cippo "adagiato" alla villa comunale
Era un "uomo di gran cuore, pieno di comprensione e di pietà per quella gente obbligata all'ozio che soffriva il freddo e che, malgrado tutto, trovava ancora la voglia di vivere e di mettere su famiglia". Così lo ricordava Elio Toaff, all'epoca rabbino di Ancona, che venne a Guardiagrele a celebrare un matrimonio nel febbraio del 1942.
L'erezione del cippo, sollecitata da Loris Francesco Capovilla, segretario di papa Giovanni XXIII e arcivescovo di Chieti, che, con una nota del 31 dicembre scorso,
recapitata al sindaco, ha ricordato questa figura di un italiano ignoto e ignorato ma, come detto da Capovilla citando la Genesi, "dal cuore vasto come la
sabbia del mare...servitore dello Stato e Uomo d'ordine, integro e retto, timorato di Dio e alieno
dal male".

Il cippo viene scoperto
"Camillo Neviani - ha ricordato il Sindaco - è una figura emblematica: uomo in divisa ma, comunque, uomo".

L'iscrizione sul cippo
Oltre, ovviamente, all'intero consiglio comunale, hanno preso parte alla cerimonia alcune associazioni, numerosi cittadini. Erano pure presenti il comandante di compagnia di Chieti dei carabinieri, Aldo Manzo e il comandante provinciale dell'Arma, Nunzio Germoglio che, alla Villa comunale, ha concluso la cerimonia con un suo personale ricordo di una visita al campo di concentramento di Aushwitz.
Guardiagrele sociale non ha pubblicato sino ad oggi lo speciale non per una mancanza ma per una precisa scelta: la memoria è un deposito permanente che va arricchito ogni giorno e che non può essere limitato alla cerimonia di un solo giorno.
L'appuntamento, in ogni caso, è per il 31 gennaio con l'apposizione di una lapide commemorativa in Piazza San Francesco.