Concluso il convegno AC
La Valle: la democrazia è in pericolo
Guardiagrele, 13 maggio 2009.
L'incontro si è tenuto ieri al Garden
L'incontro con Raniero La Valle ha chiuso ieri pomeriggio il convegno annuale dell'Azione Cattolica.
"Educare chi? A che cosa?": questo il tema che La Valle, già senatore e direttore del quotidiano "L'Avvenire d'Italia" negli anni del Concilio Vaticano II, ha
approfondito nel corso del suo incontro.
La Valle ha esordito premettendo la necessità che ogni educatore compia, prima di tutto, lo sforzo di educare se stesso. Questo compito è
"semplificato" dal fatto che, ha detto La Valle citando la Bibbia, "la vera istruzione è dentro di noi ed è la coscienza nella quale si afferma la verità, quei principi
fondamentali che uniscono i credenti e i non credenti".
"Le due grandi comunità educative sono la chiesa e la società - ha poi precisato La Valle - A volte la chiesa si illude, ritiene di poter educare con documenti e
catechismi. L'educazione, però, non può avvenire con la trasmissione di pacchetti già confezionati.
Il vero modo di educare - ha precisato - è quello di raccontare una storia. Dal racconto viene il coinvolgimento perchè si tratta di una storia
vissuta.
L'altra comunità educante è la società.
In questa comunità la verità va cercata, maturata, condivisa, vissuta. Come è possibile questo? - si è chiesto il giornalista e scrittore romano.
"Dopo la II guerra mondiale la società è riuscita ad esprimere una tavola di valori condivisi da tutti: la Costituzione.
Non è stata imposta ma è stata vissuta.
Lì ci sono i valori della società: non solo norme precettive ma una grande storia, una concezione dell'uomo, un modo di dire l'uomo. Alla Costituzione ci si può
aggrappare per vivere una vita civile.
La Carta - ha precisato - ha una sua unità, una sua coerenza e per questo va difesa e restaurata dalle ferite che ha subito.
Come possiamo educarci ai valori che la Costituzione sprime?"
La Valle, per rispondere a questa domanda, facendo riferimento ad alcuni passaggi storici recenti, ha precisato che "ci sono state e ci sono numerose occasioni
educative che devono essere colte perchè in esse si gioca la grande questione educativa.
Una di queste occasioni è stata la prima guerra del Golfo, del 1991. Prima di quella data il valore universalmente condiviso era quello del
mantenimento della pace, per il quale la guerra non si poteva nè si doveva fare. Ed era un valore che persino la "guerra fredda" rispettava poichè il fine era proprio
quello di evitare i conflitti.
Con quella guerra (come con le altre tre dello stesso genere: in Jugoslavia, in Afghanistan e in Iraq) questo valore si è perso. C'è stata una rottura
del sistema valoriale fino ad allora accettato.
In quell'anno, anche a seguito della caduta del muro di Berlino, le potenze hanno iniziato a desiderare di riappropriarsi di strumenti perduti, hanno
deciso di riappropriarsi anche della possibilità di fare la guerra.
In quel periodo si ripropose l'idea che la guerra si può fare, che è legittima, giusta ed utile persino per liberare.
Altra occasione è quella che viviamo nel momento attuale. L'Italia sta dando un'immagine di crudeltà e di spietatezza che non aveva mai dato. Ci sono oggi forze in
grado di resistere a questi argomenti?
Un'ultima occasione è quella del terremoto: si è voluto raccontare che tutto è superato, che tutto è risolto ma non è così!"
Si tratta di occasioni educative perse, nelle quali non si è riusciti a opporre un "modello" diverso a quello imposto da chi ha nelle redini il potere di
decidere.
L'ultimo messaggio di La Valle è stato un allarme: "Bisogna stare attenti a difendere la democrazia. La democrazia non esiste in natura e, quindi, come
si dà così può essere tolta.
Uno dei segnali si può vedere nel mondo dell'informazione. Quando c'è una sola parola ripetuta da tutti è difficilenon perdere le occasioni educative.
Siamo in un'epoca nella quale la Costituzione è in pericolo, lo stato è in pericolo perchè lo si pretende più debole".
Dopo l'intervento si è aperto un breve dibattito che ha concluso la manifestazione giunta quest'anno alla XI edizione.