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Due preziosi manoscritti ritrovati

Domani sera la cerimonia

Guardiagrele, 15 maggio 2009.

Il ritrovamento è opera del nucleo Carabinieri per la tutela del patrimonio

A 30 anni dal furto, tornano in Abruzzo, a Guardiagrele due preziosi manoscritti del XIV secolo.
 
Si tratta del primo e dell’ultimo volume di una serie completa di sette antichi e rari manoscritti su pergamena, di eccezionale interesse storico ed artistico, contenenti gli spartiti dei canti eseguiti durante le funzioni liturgiche.

Un recupero eccezionale, effettuato dal Nucleo dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Genova, anche dal punto di vista della quantità dei fogli integri (461 in totale), forse il ritrovamento più corposo finora effettuato di manoscritti ascrivibili a quell’epoca.

Parliamo di un Antifonario composto da 226 carte e un Graduale composto da 235 carte del XIV secolo. Per ora si ignora la sorte degli altri cinque volumi della serie, anche se il ritrovamento sul mercato antiquario di due fogli fa pensare al peggio, ovvero al loro smembramento.

I due volumi saranno conservati presso il Museo di Santa Maria Maggiore a Guardiagrele in una teca appositamente realizzata e donata dalla Fondazione Carichieti da sempre vicina alla tutela e alla conservazione del patrimonio artistico della provincia di Chieti e in modo particolare a Guardiagrele.

Al ritrovamento dei corali, a cui è già stato riservato una giornata a Roma lo scorso 13 marzo, presso la prestigiosa sede dell’Accademia Nazionale dei Lincei, verrà dedicata una manifestazione sabato 16 maggio alle ore 18,00 presso la collegiata di Santa Maria Maggiore a Guardiagrele

Alla presenza di don Nicola Del Bianco, Parroco di S. Maria Maggiore, Mario Palmerio, sindaco di Guardiagrele, Luigi Cortellessa del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, Mario Di Nisio, Presidente Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti, Aurora Tomasello, Soprintendente Libraria Regione Abruzzo, Salvatore Lutzu del Nucleo CC TPC di Genova, Pio F. Pistilli e Giorgia Corso dell’Università La Sapienza di Roma.

Il Comando dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, nucelo di Genova, ha ricostruito in un interessante rapporto l'operazione che ha portato all'eccezionale recupero.

"Nel settembre 2006 - spiegano nel comunicato ufficiale - il Nucleo CC Tutela Patrimonio Culturale di Genova con attività investigativa d’iniziativa acquisiva informazioni circa un un facoltoso collezionista d’arte piemontese, appassionato di manufatti militari di epoca medievale, nonché di antichi e pregiati libri compresi manoscritti miniati su pergamena del 1300; lo stesso appariva essere in possesso anche di manufatti tipo armatura ed elmo, di  provenienza illecita poiché riconducibili al furto perpetrato nell’anno 1987 in danno del Museo Navale di Genova Pegli.

I numerosi elementi di fatto e gli indizi info-investigativi permettevano di individuare il soggetto nella persona di un collezionista residente nel torinese, nella disponibilità del quale furono trovati l’armatura e oggetti di vestiario similari del XVII secolo, effettivamente trafugati dal Museo Navale di Genova Pegli.

In  seguito alla denuncia del collezionista - prosegue il comunicato - per “acquisto di cose di sospetta provenienza” (art. 712 C.P.) personale del Nucleo TPC Genova perquisiva numerose abitazioni di proprietà del collezionista in Piemonte e in Liguria.

L’attività protrattasi per alcuni giorni consentiva di rinvenire una consistente biblioteca di circa 400.000 volumi; una vera e propria raccolta bibliografica privata, composta anche da uno specifico nucleo di opere denominato “Collezione Spiritualista”costituito da circa 40.000 edizioni, opere manoscritte e stampa periodo XV e XX secolo, incunaboli, cinquecentine, di eccezionale interesse storico e culturale, sia per l’ampio panorama di autori e correnti culturali dell’epoca, sia per la rarità e il pregio delle stampe, delle rilegature e delle decorazioni.

Nel corso delle perquisizioni e delle operazioni di polizia giudiziaria, il personale del Nucleo TPC Genova effettuava oltre un migliaio di fotografie, individuando tra i vari volumi una decina di antichi corali manoscritti su pergamena del XIV – XV Sec., che portavano l’attenzione nei confronti delle principali iconografie miniate o istoriate riscontrate nei vari testi, quasi tutti in scrittura gotica a inchiostro nero.

Grazie alla collaborazione della Soprintendenza per i Beni Librari del Piemonte,  nonostante l’enorme difficoltà riscontrata nell’analizzare sia le migliaia di immagini miniate raffiguranti prevalentemente scene sacre, sia i molteplici capilettera maiuscoli spesso inseriti in riquadratura con cornice centinata e ornata con motivi colorati, si giungeva a positivi riscontri con analoghe immagini fotografiche presenti nella Banca Dati del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma, nonostante le stesse fossero di scarsa definizione e prodotte in bianco e nero.

Grazie alla meticolosa ricostruzione di ogni singolo particolare di congruità tra le immagini realizzate nel corso della perquisizione e quelle presenti nella Banca Dati del Comando CC TPC venivano individuati un Antifonario composto da 226 carte e un Graduale composto da 235 carte, entrambi membranacei del XIV Sec., integri e in ottimo stato di conservazione, asportati il 13.09.1979 dalla Chiesa Collegiata di Guardiagrele (CH).

Benché il confronto fotografico tra le immagini realizzate e quelle oggetto di ricerca si sia rivelato particolarmente difficoltoso a fronte di migliaia di analoghi beni oggetto di ricerca, alcune caratteristiche salienti delle figure ritratte nelle immagini miniate riprodotte nei testi recuperati hanno suscitato negli operatori del Nucleo TPC Genova significativi elementi di analisi, identificando, quali punti cardine della ricerca, le singolari figure antropomorfe e i particolari “incipit”.

Anche le successive verifiche presso le competenti istituzioni ecclesiastiche abruzzesi permettevano di collocare con assoluta certezza i suddetti “Corali” come quelli a suo tempo asportati dalla Chiesa di Guardiagrele (CH), dei quali se ne erano perse le tracce.

Gli approfondimenti circa gli spostamenti che i due pregiati corali dopo il  furto hanno permesso di ricostruire solo parte i loro movimenti. Infatti, entrambi sono riapparsi nel contesto del commercio antiquariale intorno ai primi anni ottanta quando il collezionista piemontese li acquistò, separatamente,  nelle piazze di Milano e Torino presso attività commerciali di settore.

Il recupero dei due manoscritti - conclude la relazione - di Guardiagrele rappresenta un singolare caso nello scenario del commercio clandestino della miniatura su pergamena, la cui eccezionalità è da porre in relazione anche alla loro integrità ed al loro stato di conservazione, poiché in genere risulta certamente più remunerativo smembrare fraudolentemente un “corale” originario, immettendone poi nel mercato le singola pagine al fine di trarne maggior profitto".

L'appuntamento è per le 18 di sabato 16 maggio a Santa Maria Maggiore.